lunedì 21 maggio 2007

CRIMEN SOLLICITATIONIS



Un video che rimbalza nel vostro etere come una pallina di un flipper. Mi chiedo se fará differenza...

Ho osservato che una parte di voi, piccoli uomini che aspirate al trono di demoni, crede che ammettere le proprie colpe sia l'unico gesto possibile per redimersi e ricominciare. Ebbene, cercate di convincervi di un fatto; la vostra memoria é fallace! Per questo non occorre che voi ammettiate le proprie colpe, anche se siete accusati da prove schiaccianti. Il tempo risolverá il problema, e presto tutti si dimenticheranno di quello che avete fatto.

Dimenticare é conveniente, perché siete ancora legati alle vostre arroganti pretese di santítá. Non riuscite ancora ad assaporare il gusto di un ricordo di perversione, di inganno, di sopraffazione. Dovete lasciarvi andare, e gioire della vostra malvagitá.

Piccoli sporchi demoni vestiti da preti....

3 commenti:

Anonimo ha detto...

17. Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna? (in ebraico all'espressione "Spirito Santo" corrisponde il termine "Ruah" che è femminile) Maria è la Vergine che nessuna forza ha violato, e questo è un grande anatema per gli ebrei che sono gli apostoli e gli apostolici. Questa Vergine, che nessuna forza ha violato... e le potenze si contaminano. E il Signore non avrebbe detto "mio Padre che è nei Cieli", se non avesse avuto un altro padre, ma avrebbe detto semplicemente "mio padre".
21. Coloro che dicono che il Signore prima è morto e poi è resuscitato, si sbagliano, perché egli prima è resuscitato e poi è morto. Se uno non consegue prima la resurrezione non morirà, perché, come è vero che Dio vive, egli sarà già morto.
32. Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, che è detta sua consorte. Infatti era 'Maria' sua sorella, sua madre e la sua consorte.
47. Gli apostoli che sono stati prima di noi l'hanno chiamato così: Gesù Nazareno Cristo. L'ultimo nome è Cristo, il primo è Gesù, quello di mezzo è Nazareno. Messia ha due significati: tanto Cristo che il limitato. Gesù in ebraico è la salvezza. Nazara è la verità. Perciò Nazareno è quello della verità. Cristo è il limitato. Nazareno e Gesù sono quelli che lo hanno limitato.
55. La Sofia, che è chiamata sterile, è la madre degli angeli. La compagna di [Cristo è Maria] Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla [bocca]. Gli altri discepoli allora gli dissero: "perché ami lei più di tutti noi?" Il Salvatore rispose e disse loro: "perché non amo voi tutti come lei?".
63. [...] Mentre siamo in questo mondo, è necessario per noi acquistare la resurrezione, cosicché, quando ci spogliamo della carne, possiamo essere trovati nella Quiete [...]
90. Coloro che dicono che prima si muore e poi si risorge, si sbagliano. Se non si riceve prima la resurrezione, mentre si è vivi, quando si muore non si riceverà nulla. Così pure si parla riguardo al battesimo, dicendo che il battesimo è una gran cosa, perché se si riceve si vivrà.

Anonimo ha detto...

Ma Andrea replicò e disse ai fratelli: - Che cosa pensate di quanto lei ha detto? Io, almeno, non credo che il Salvatore abbia detto questo. Queste dottrine, infatti, sono sicuramente delle opinioni diverse -
Riguardo a queste stesse cose, anche Pietro replicò interrogandoli a proposito del Salvatore: - Ha forse egli parlato in segreto a una donna prima che a noi e non invece apertamente?
Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei? Forse egli l'ha anteposta a noi? Maria allora pianse e disse a Pietro: - Pietro, fratello mio, che credi dunque? Credi tu ch'io l'abbia inventato in cuor mio o che io mentisca a proposito del Salvatore?
Levi replicò a Pietro dicendo: Tu sei sempre irruento, Pietro! Ora io vedo che ti scagli contro la donna come fanno gli avversari. Se il Salvatore l'ha resa degna, chi sei tu che la respingi? Non v'è dubbio che il Salvatore la conosce bene, perciò amò lei più di noi. Dobbiamo piuttosto vergognarci, rivestirci dell'uomo perfetto, formarci come egli ci ha ordinato, e annunziare il vangelo senza emanare né un ulteriore comandamento, né un'ulteriore legge, all'infuori di quanto ci disse il Salvatore.
Quando Levi ebbe detto ciò, essi cominciarono a partire per annunziare e predicare. Il vangelo secondo Maria.

Anonimo ha detto...

Non vidi più Yeshua fino al rito del matrimonio sacro che viene celebrato alla fine del raccolto. La suprema sacerdotessa salomè mi disse che questa volta ero stata scelta io per partecipare a questo rito e che doveva prepararmi per il grande matrimonio. Ignoravo chi sarebbe stato lo sposo, ma sapevo che probabilmente avrei ricevuto il seme del maschio scelto per la cerimonia. Era parte del mio destino. Tutto ciò mi era stato annunciato solo alla vigilia del matrimonio sacro; si faceva così in modo che la sposa vergine non avesse troppo tempo per pensarci.
La maggior parte delle spose aveva dai 12 ai 13 anni, mentre io ne avevo ventidue, quindi secondo alcuni ero già troppo grande. Quella notte, dopo aver contemplato e aver eseguito le discipline mentali che mi erano state insegnate, mi arrivò l’intuizione: Yeshua sarebbe stato il mio sposo. Sorrisi anticipando l’evento e mi addormentai.
La mattina del matrimonio sacro venni svegliata dalla suprema sacerdotessa in persona. Mi porse una tunica bellissima di lino bianco con i bordi d’oro. Con lei arrivarono delle ancelle che mi lavarono, profumarono e vestirono. Mi pareva che le ancelle, loro stesse sacerdotesse, chiaccherassero senza sosta. Mi dipinsero gli occhi con il Kohl e stesero un velo di rossetto su labbra e guance. Da ultimo mi posero sulla testa una corona d’alloro.
Di solito le spose indossavano una maschera, e così pure lo sposo. Ma la suprema sacerdotessa mi disse che , con i miei occhi di colore diverso, era impossibile nascondere la mia identità. Il matrimonio sacro hieros gamos avveniva fuori Gerusalemme, nei campi, in quanto era un rito di fertilità con lo scopo di celebrare la vita ed un raccolto abbondante. Era anche un rito antichissimo in memoria di Inanna e Tammuz. Mi diedero da bere una coppa di vino rosso, il grande momento era vicino.
Per le sacerdotesse del mio tempio e per me erano state erette delle tende. Potevo sentire i flauti e i tamburi, pulsavano nel mio corpo. Verso l’imbrunire mi guidarono al centro di un cerchio di amici, seguaci, sacerdoti e sacerdotesse che venivano da lontano. Ardevano grandi falò e tra i presenti l’eccitazione era viva.
Lentamente le ragazze presero a ballare e presto gli uomini si unirono a loro. I tamburi riecheggiarono più forti insieme al suono di pifferi, flauti e liuti. Io rimasi ferma al centro finchè, con i suoi amici che lo scortavano, Yeshua mi venne incontro. Era nudo come voleva il costume. Quando i nostri sguardi si allacciarono fu un momento magico.
Yeshua venne fatto sedere su uno sgabello davanti a me. Mi sciolsi i capelli e la cerimonia sacra della fertilità ebbe inizio. Unsi i suoi capelli con l’olio sacro di nardo indiano, passai poi le mani su tutto il suo corpo, asciugando l’olio dai piedi con i capelli. Sentendomi carica d’energia, mi alzai e mi misi a danzare. Yeshua si unì a me.
L’energia fluiva fortissima da ogni persona. La gente sapeva che ciò che stava accadendo era magico e sacro. Dopo la prima danza ci venne offerta una coppa di vino. Intrecciando le braccia con le sue, bevvi dalla sua coppa e lui dalla mia. Poi riprendemmo a danzare. I tamburi e la musica pulsavano intensamente in me. Erano istanti senza tempo, esistevamo solo noi due.
Alla fine, prendendomi tra le braccia, mi portò nella tenda nuziale dove era stato preparato un letto. Le lampade ad olio diffondevano una luce soffusa. Yeshua mi mise a terra con delicatezza e restammo a guardarci dolcemente negli occhi. Poi mi tolse la corono d’allora ed io la sua. Yeshua slacciò la mia cintura e mi sfilò la tunica mentre mi baciava il collo e le spalle.
Non avevo mai sentito l’energia pulsare in me in quel modo. Lentamente mi tolse le sotto vesti e si fermò a guardarmi. Poi sollevandomi, mi portò al nostro letto matrimoniale su cui mi adagiò.
All’inizio ci baciammo teneramente, poi fummo presi dalla passione. Non avevo bisogno che qualcuno mi dicesse cosa fare. Era come se un potere più grande di noi avesse preso il sopravvento so che baciò ogni parte del mio corpo ed io feci lo stesso con lui. Il suo membro era eretto e rigido, ed i miei capezzoli erano turgidi dove li aveva baciati. Lentamente senza fretta, mi penetrò. Sapendo che ero vergine, penetrò gentilmente l’imene, e mentre spingeva più giù e più volte dentro di me , toccò il luogo del mio piacere. Sentii la mia energia risalire rapidamente lungo la spina dorsale. Esplosi in un scoppio d’estasi dalla cima della testa nello stesso momento in cui esplodeva lui. Era veramente l’unione di due divinità.
Eravamo stanchi ma non sazi. Il nostro amore andò avanti per quasi tutta la notte e la nostra unione fece di due uno.
Yeshua mormorò: “Mia amata, ho da farti una confessione. So che tu sei un altro me stesso e ti amo in un modo che non può essere espresso a parole”.
Risposi: “Mio amato, so anch’ io che tu sei il mio altro sé e ti amo. Ti ho sempre amato”. Piangemmo entrambi lacrime di gioia mentre consumavamo senza posa la nostra unione.
Sul finire della notte ci addormentammo. Mi svegliai al suono dei tamburi. Ci mettemmo a sedere nello stesso istante, e scoppiammo a ridere.
“Penso che ci stiano invitando ad uscire e mostrare il lenzuolo matrimoniale, in modo che tutti vedano che hai veramente consumato il matrimonio sacro con una vergine” dissi.
“Mariam, amore mio, ti sposerò. Voglio averti come moglie e compagna”.
“Si Yeshua ben Joseph , è destino”
Ci lavammo a vicenda e ci vestimmo per incontrare la folla là riunita. Yeshua prese il lenzuolo dal letto e , mentre uscivamo, lo spiegò perché tutti potessero vederlo. Ci fu un gran clamore di risate e applausi.
Il supremo sacerdote e la suprema sacerdotessa intonarono la benedizione per il buon raccolto perché fosse ricevuta dalla stagione della semina. Tamburi e flauti ripresero a suonare. Yeshua si avvolse il lenzuolo attorno alla testa come un turbante e ci mettemmo a danzare la danza della fertilità e della nuova vita.
Poi ci unimmo agli altri per rompere il digiuno con pane e vino e per brindare ad un abbondante raccolto.
Tenendomi per mano, Yeshua mi condusse dal supremo sacerdote e dalla suprema sacerdotessa dicendo loro che volevamo essere davvero sposati. Già si pensava che non ci poteva essere altro marito per me o altra moglie per Yeshua. Celebrare il matrimonio lo stesso giorno non si accordava con la legge degli ebrei ma, come avrei imparato presto, Yeshua era noto per non attenersi a molti dei loro costumi.
Yeshua andò in fretta di sua madre e di Giuseppe, pr comunicare loro la nostra intenzione di sposarci. Quando la notizia si diffuse si levò un coro di risate e altri applausi. Thomas, il suo gemello, mi abbracciò, mi diede un sonoro bacio e mi disse di esserne felicissimo. Seguirono Giovanni, poi Simone e Giuseppe. Alla fine sua sorella Salomè mi abbracciò.
Altri mi strinsero tra le braccia, compresi Lazzaro e Marta. Poi notai un uomo alto e dall’aspetto vigoroso. Yeshua lo presentò come Simone detto il Magus o Magi di Samaria. Gli dissi che avevo sentito parlare dei suoi stupefacenti miracoli. Replicò: “Ma quello che faccio io, lo fai anche tu ; ho sentito parlare di te”.
Vidi poi Ioannes. Da quelle parti era conosciuto come l’ Immersore. Venne vicino a me a mi prese le mani, le baciò e poi mi disse: “Onoro te, Sophia”.
Mentre lo guardavo negli occhi, vidi che il suo destino non era quello di avere una lunga vita. Sorrise e disse: “Si tu lo sai ed io lo so. Sono solo un messaggero del cambiamento. Ho annunciato la venuta di uno più grande di me”.
“ Ma io prevedo per te un destino più grande, caro Ioannes”.
“Sei una Sophia e sai”.
In quel momento la madre di Yeshua, Mariamme, si avvicinò a lui dicendogli che non c’era più vino. Guardai Yeshua e chiesi: “ Mio caro, vuoi unirti a me per trasformare l’acqua in vino?”
Sorridendo, rispose: “Si”.
Le brocche vuote furono riempite di acqua e poste davanti a noi. Mettemmo le mani sopra le brocche e chiudendo gli occhi pregammo in silenzio, mentre dentro di noi vedevamo il vino. Quando cominciarono a versare, dalle brocche usci un vino rosso d’annata. La mente e potente, con l’intenzione può fare di tutto.
Il matrimonio ebbe luogo quel pomeriggio e la celebrazione andò avanti per diversi giorni. Musica, danza, canti e festeggiamenti avvenivano con una gioia che non era stata provata per molto tempo dalla moltitudine lì riunita. Dopo il matrimonio, Yeshua poteva essere chiamato Rabbi.
Quando rimanemmo da soli Yeshua ed io decidemmo che sarei tornata al mio tempio e lui sarebbe venuto con me. Quando avesse sentito la chiamata a uscire ed insegnare, potevo andare con lui per curare i malati oppure rimanere al tempio per adempiere ai miei doveri. Decidemmo di non fare del matrimonio une reciproca schiavitù; riconoscevamo la divinità dell’altro e il fatto che ognuno di noi aveva un destino da compiere.
Giuseppe e Mariamme ci offrirono alcune stanze nella loro casa, per quando l’avessimo voluto. Sapevamo che potevamo vivere anche con Marta e Lazzaro a Betania, quando necessario.
Quando viaggiavamo separatamente o insieme, ci offrivano l’alloggio e i pasti. I nostri seguaci aumentavano e ognuno di noi aveva il suo gruppo. Nel largo seguito di Yeshua c’erano dodici apostoli che erano più vicini a lui. Due fratelli, Simone e Andrea, erano le sue guardie del corpo, cercavano che rimanesse schiacciato dalla folla che si radunava intorno a lui. Yeshua diede a Simone il nome di Pietro, che vuol dire roccia. Ridendo, affermava che Pietro aveva una testa durissima.
Gli disse: “ Su di te, una roccia, costruirò la mia ekklesia”. Per Yeshua significava che Pietro era alla prima soglia della comprensione. Il suo proposito era quello di elevare la comprensione di un’ekklesia in modo che questo gruppo potesse varcare altre soglie del nous, ma Pietro non aveva orecchie per sentire. Nel suo modo limitato di pensare, Pietro capì che era lui che doveva succedere a Yeshua.
Divenne evidente che Pietro aveva una forte ostilità verso di me e che era geloso delle attenzioni che ricevevo da Yeshua. Nonostante fossimo sposati , Pietro si risentiva se Yeshua mi baciava sulle labbra davanti a loro. Era facile osservare che Pietro amava soltanto gli uomini.